31 agosto 2025 – 22a domenica ord.
Sìr 3, 172a28-29 Eb 12,18-19.22-24a I Le 14,1.7-14
Sarai beato perché non hanno da ricambiarti (Lc 14,14)
La Parola di questa domenica ci invita alla scelta di metterci “all’ultimo posto per servire”. Il primo posto compete solo a Dio che ama circondarsi di poveri ed emarginati. Lo riconosciamo come Padre degli umili, ai quali viene annunciata la bella notizia della sua vicinanza. Anche noi per “essere grandi” possiamo scegliere l’ultimo posto e sull’esempio di Gesù farci servitori di tutti. Il nostro rapporto con il prossimo deve rispecchiare quello di Gesù., che ci chiama a comportarci con gli altri come Lui si è comportato con noi. La scelta, l’impegno e il servizio cristiano per i poveri non sono strumento di dominio a buon mercato; non sono neanche uno sgravarsi la coscienza da sensi di colpa. Scaturiscono invece dalla conoscenza di Dio, che ha scelto i poveri e si è identificato con loro.
Ogni povero è il “luogo” per eccellenza dove noi possiamo incontrare Dio. Per questo Gesù ci dice “beati”.
A prima vista sembra una strana beatitudine, ma è vera: è la somiglianza con Dio, che è amore gratuito, che è grazia e misericordia. Non esige contraccambio, ma è contento che partecipiamo alla sua vita divina. La carità come “amore gratuito”, che dà il primo posto al povero, è essenziale al nostro esser cristiani: per amore del Padre e per amore di Gesù.
Mettere l’altro al primo posto: stimarlo, facilitarlo nel lavoro, aiutarlo, capirlo quando sbaglia, gioire dei suoi successi… perché l’altro, ogni altro, è mio fratello, è mio corpo. Questo ha fatto Gesù. E l’amore per Lui è pienezza di vita e di beatitudine.