25 gennaio 2026 – 3ª domenica t. ord.

Is 8,23b – 9,3 / 1Cor 1,10-13.17 / Mt 4,12-23

  • Is 8,23b-9,3 – Nella Galilea delle genti, il popolo vide una grande luce.
  • Dal Salmo 26 – Rit.: Il Signore è mia luce e mia salvezza.
  • 1Cor 1,10-13.17 – Siate tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi.
  • Mt 4,12-23 – Venne a Cafarnao perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia.

Convertitevi perché il regno dei cieli è vicino (Mt 4,17)

Gesù è proclamato dalla liturgia di oggi come luce del mondo. Il simbolo della luce diventa quasi l’immagine della vita stessa. Nel Vangelo di questa domenica convertirsi al Signore è descritto come passare dalle tenebre alla luce. Testimoniare Gesù con la vita e annunciare il suo Vangelo è come portare la luce, come diffondere la luce a tutti.

Convertirsi, come dice una preghiera della liturgia, è far sì che “ogni nostra attività abbia da Dio il suo inizio e in Dio il suo compimento”. Convertirsi è fare di Gesù, della sua Parola, la sorgente del nostro agire, che per questo è “posato” sulla roccia.

L’evangelista Matteo ci dice anche che siamo chiamati a conversione perché “il Regno dei cieli è vicino”. Questa espressione indica il farsi incontro di Dio ad ogni uomo, il rivelarsi del suo amore che salva, l’irrompere nel presente della nostra vita dell’amore divino che si offre a giusti e peccatori, con particolare predilezione per gli ultimi, i poveri e i sofferenti.

Proprio perché scopro che Dio mi ama immensamente, sono chiamato a convertirmi, a cambiare cioè non solo gli atteggiamenti, ma la stessa mentalità, ad attuare quel ritorno a Dio che è trasformazione profonda della propria esistenza. Dentro e attorno a noi.

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