5ª Quaresima
Ez 37,12-14 – Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete.
Dal Salmo 129 – Rit.: Il Signore è bontà e misericordia.
Rm 8,8-11 – Lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi.
Gv 11,1-45 – Io sono la risurrezione e la vita.
Il racconto della risurrezione di Lazzaro (Vangelo) è uno dei “segni” del Vangelo di Giovanni. Ci presenta Gesù come vincitore della morte.
Il racconto culmina nella frase di Gesù su se stesso: “Io sono la risurrezione e la vita.
Chi crede in me non morirà in eterno” (vv. 25-26).
Che Dio abbia il potere di vincere la morte, è già la convinzione dei racconti tardivi dell’Antico Testamento.
La visione che ha Ezechiele della risurrezione delle ossa secche -immagine del ristabilimento di Israele dopo la catastrofe dell’esilio babilonese – presuppone questa fede (1ª lettura).
Nella sua “Apocalisse”, Isaia si aspetta che Dio sopprima la morte per sempre, che asciughi le lacrime su tutti i volti (Is 25,8).
E, per concludere, il libro di Daniele prevede che i morti si risveglino: alcuni per la vita eterna, altri per l’orrore eterno (Dn 12,2).
Ma il nostro Vangelo va oltre questa speranza futura, perché vede già date in Gesù “la risurrezione e la vita” che sono così attuali.
Colui che crede in Gesù ha già una parte di questi doni della fine dei tempi.
Egli possiede una “vita senza fine” che la morte fisica non può distruggere.
Gesù, rivelazione di Dio, la salvezza è presente, e colui che è associato a lui non può più essere consegnato alle potenze della morte.
