La mia esperienza è iniziata due anni fa. Anche a distanza di tempo, ne ricordo chiaramente le circostanze. Era la Messa di mercoledì delle Ceneri; la nostra chiesa era colma di genitori e figli e io ero lì “liberamente costretta” per accompagnare mia figlia che all’epoca frequentava la prima media. Nella sua omelia don Stefano suggeriva ai fedeli vari modi per vivere meglio il Tempo Quaresimale. Ed io, con una ferma risoluzione che tuttora mi stupisce, ho accolto una di quelle proposte: la S. Messa nei giorni feriali. Ricordo di aver vissuto intensamente quella Quaresima ma quando è arrivata la Pasqua, quell’appuntamento quotidiano con il Signore mi era diventato cosi caro, desiderato e atteso che mi sono ritrovata a rinviare di settimana in settimana la sua scadenza.

Ho scoperto di essere, spiritualmente parlando, simile a quelle piante che necessitano di annaffiature quotidiane per mantenersi rigogliose. Ogni giorno la S. Messa mi ricarica, mi rinvigorisce. Il Signore mi rigenera con la Sua misericordia e il Suo perdono, mi nutre e mi fortifica con l’Eucarestia, mi istruisce e mi guida con la sua Parola. È diventata punto di partenza e di riferimento di ogni giornata: orienta i miei pensieri, ispira le mie intenzioni ed azioni, lentamente educa il mio sguardo sulla realtà.

La Parola mi accompagna nel corso della giornata e la preghiera è diventa più assidua e frequente, come un tenersi in contatto, in collegamento con una persona cara dopo un breve ma intenso incontro. Soprattutto si è rivelata per me, invece che l’ennesimo impegno da fare incastrare nel puzzle fra tanti altri doveri e compiti, quello che dà senso, direzione e pienezza a tutte le altre attività. Non si tratta quindi di inserire un’esperienza di fede nell’itinerario della vita quotidiana ma piuttosto di vivere la vita quotidiana come esperienza di fede. Perché la fede non è un adempimento di precetti né una pratica religiosa. È il rapporto con Dio che scaturisce dai sacramenti e dalla preghiera ed è dimensione costitutiva di ogni cristiano, parte integrante della sua identità.

N.M.C., Verona