27 settembre 2026 –26ª domenica t. ord.

Ezechiele 18,25-28 / Filippesi 2,1-11 / Matteo 21,28-32

… Ma poi si pentì e vi andò (Mt 21,29)

  • Ez 18,25-28 – Se il malvagio si converte dalla sua malvagità, egli fa vivere se stesso.
  • Dal Salmo 24 – Rit.: Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.
  • Fil 2,1-11 – Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù.
  • Mt 21,28-32 – Pentitosi, andò. I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.

Dio rivelandosi in Gesù si è inserito a pieno titolo nell’esistenza umana. Il regno di Dio in parte è già giunto in mezzo a noi.

La Parola, che è Gesù stesso, ci interpella e richiede una risposta. Non basta quella puramente verbale degli scribi e dei farisei. Il sì della bocca è insufficiente; quello decisivo è il sì dei fatti (v 29), l’adesione concreta alla nuova realtà. Per questo “i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio” (v 31) perché “hanno creduto” (v 32), hanno accolto il Cristo e il suo messaggio.

Nel regno entra solo chi fa la volontà di Dio, chi è disponibile alla Parola.  L’obbedienza cristiana, per questo, non è più soltanto adesione ai valori, ma è conversione a Gesù.

Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium, citando papa Benedetto XVI, ce lo ricorda: “All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un Avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva” (EG 7). Fare la volontà di Dio! Certamente nell’eseguire quelli che sono i doveri suggeriti dal nostro stato di vita. Ma anche quella volontà di Dio che ci troviamo a fare quando Dio permette un avvenimento piuttosto che un altro. Per esempio: stai camminando e incontri una persona. Puoi fingere di non vederla… o puoi pensare: Dio me la fa incontrare perché con la mia accoglienza le manifesti un po’ del suo amore. Allora vivrai quell’incontro in maniera diversa.

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